Vai a sottomenu e altri contenuti

Il paese moderno

Il paese moderno è sorto probabilmente attorno al 1600, attorno alla chiesa di Santa Maria costruita nel 1619 per le famiglie dei pastori sparsi sul territorio.

Dati più certi sulla popolazione alaese si hanno nel 1688: Alà contava non più di 188 abitanti, tanto che a seguito della scomparsa degli abitati di Urrà (Sa Serra) e Orgheri (Padru), le terre di questi due centri (Sos saltos de giosso) vennero annesse al territorio della più popolata Buddusò e non alla più vicina Alà, appunto perchè l'esiguo numero di abitanti non permetteva un idoneo sfruttamento dei terreni abbandonati.

Nel 1768 Vincenzo Mameli de Olmedilla, nella sua relazione sugli Stati di Oliva legge nei registri comunali 582 abitanti.

Nella primavera del 1823, durante il suo viaggio in Sardegna, La Marmora dovette fermarsi ad Alà poichè ebbe il bisogno di alcuni cavalli di ricambio. Il sindaco di Alà - il capraro Giovanni Pisanu - nonostante l'ordine del Vice Re presentatogli da La Marmora, si oppose non riconoscendo l'autorità del Vice Re, e dopo accesa discussione, minacciò di reclamare direttamente al governo di Madrid, credendo di essere ancora sotto la dominazione degli Spagnoli, scacciati un secolo prima.

Nel 1870 un orda di banditi provenienti dalla Barbagia tentò di effettuare una grassazione nei confronti della facoltosa famiglia dei Corda. Il popolo si oppose compatto e quasi tutti i banditi morirono nella lotta, che si concentrò nelle campagne di Loddhoro. Per tale azione Pinna Antonio, Pinna Domenico e Pinna Giommaria vennero insigniti della medaglia d'argento al valor civile.

torna all'inizio del contenuto
torna all'inizio del contenuto